È arrivata nella casella postale la newsletter di ImmigrazioneOggi, dopo qualche disguido che gli ha impedito di mandare le e-mail. Sono felice per il loro ritorno.

Finalmente qualche buona notizia. Ovviamente, sono cose che capitano da un’altra parte, ma sempre buone sono.

Per esempio, in Germania, giacché un’abitante su cinque e migrante o ha un migrante in famiglia, hanno pensato bene di assumere insegnanti, educatori, poliziotti e impiegati della pubblica amministrazione che conoscano l’esperienza di migrazione. Lodo soprattutto la dichiarazione del presidente dell’Associazione degli insegnanti tedeschi, per il quale un accresciuto numero d’insegnanti di provenienza extracomunitaria contribuisce ad una migliore integrazione degli studenti con analoga origine e serve anche da modello di ascesa sociale.

Questo succede da loro.

Un po’ più al sud, a Roma, si è finalmente istituito il registro dei mediatori culturali della scuola. (E gli altri ambiti?) Tanto chiacchierato, il Ministero dell’Istruzione è l’unica rappresentanza dello stato a prendere delle misure dettate dall’alta presenza di migranti. O piuttosto dei loro problemi linguistici, in quanto il riconoscimento, e la riconoscenza per i mediatori vengono supportate da finanziamenti per l’insegnamento della lingua italiana e la traduzione dei materiali.

A Bologna stiamo freschi. Gli sforzi ci sono, ma i risultati tardano. Si va avanti nel migliorare l’approccio dell’insegnamento della lingua italiana come seconda lingua. La Regione, che a ragione vantava tanti primati, non ha fatto ancora passi avanti per istituire l’albo professionale. Aspettiamo ancora, forse, la fine dell’anno quando l’ente Futura sfornerà i primi riconoscimenti professionali dei mediatori che avranno frequentato i suoi corsi, appunto finanziati dalla Provincia. Spero di essere anch’io tra loro.

Forse sono solo un’ignorante, però sono piena di tristezza quando le istituzioni pensano che per l’integrazione bastano la conoscenza della lingua e un permesso di soggiorno.

Sono ancora più triste pensando all’esiguità delle ore di lavoro, al fatto che veniamo spesso trattati come interpreti, ignorando la preparazione ben più vasta e al contempo specifica. Non c’è ancora consapevolezza del nostro ruolo. C’è tanto bisogno del nostro intervento, che porterebbe a risultati notevoli in quanto a efficacia, efficienza e risparmio nei rapporti dei servizi e delle istituzioni con i migranti … ma per adesso si risparmia la nostra paga. Come nel caso degli educatori che operano alla Dozza (la prigione) – ci si spende, si fanno dei sacrifici, e le poche centinaia di euro – all’anno, non al mese – arrivano anche con un anno di ritardo. Dovremmo tutti sposare un benestante? Ci si aspetterebbe ad ben altro, quando si lavoro per “il pubblico”, non per un qualche privato…

È stata pubblicata anche la nuova normativa per il riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero, per fini di partecipazione ai concorsi pubblici o iscrizione all’albo professionale. Non entro nei dettagli, perché io non ne posso trarre vantaggio, ma ci sarebbe da ridere …

L’ISTAT dice che siamo 4 milioni. Sarebbe il momento di non essere più trattati come residenti di seconda categoria. Mi rendo conto di esagerare, i residenti di seconda categoria sono gli italiani che non hanno “santi nel paradiso”, noi siamo di terza categoria. E non parlo di Rosarno Calabro.

A sosit revista web ImmigrazioneOggi, dupa saptamani de probleme tehnice. Ma bucur de intoarcerea unei informatiii de calitate.

In sfarsit niste stiri bune. Se intampla in alta parte, dar hai sa nu intram in amanunte.

De exemplu, in Germania, pentru ca o cincime dintre locuitori sunt migranti sau au un migrant in familie, au decis ca a sosit momentul anagajarii unui numar mai mare de profesori, educatori, politisti si functionari ai administratiei publice care sa fi trecut prin aceasta experienta. Merita mentionata mai ales declaratia presedintelui Asociatiei profesorilor germani, care gaseste ca un numar ridicat de profesori de provenienta extracomunitara contribuie la o integrare mai buna a elevilor care au acea origine si furnizeaza si un model de imbunatatire a conditiei sociale.

Asta se intampla in ograda lor.

Ceva mai la sud, la Roma, s-a infiintat registrul mediatorilor culturali din invatamant. (Si ceielalti?) Ministero dell’Istruzione, atat de criticat, este unicul  reprezentant al statului care ia masuri cerute de prezenta masiva a migrantilor. Mai curand de problemele lor lingvistice, deorece recunoasterea si recunostinta pentru mediatori sunt sprijinite de finantarea studiului si invatarii limbii italiene si traducerea materialelor.

La Bologna nu se misca nimic in front. Se fac eforturi mari, dar rezultatele intarzie. Se incearca imbunatatirea sistemului invatarii limbii italiene pentru straini. Regiunea, care era in avanguarda la un moment dat, nu a facut nici un pas inainte in instituirea categoriei profesionale. Asteptam, poate, sfarsitul anului, cand Futura va acorda primele diplome de recunoastere profesionala mediatorilor interculturali care vor fi frecventat cursurile lor, finantate de Provincia di Bologna. Sper sa fiu si eu printre ei.

Poate am o optica foarte limitata, dar ma intristeaza sa vad cum institutiile considera ca integrarea inseamna doar cunoasterea limbii si un permis de sedere.

Sunt si mai trista cand ma gandesc la putinatatea orelor de munca, la interlocutorii care ne trateaza drept interpreti, ignorand pregatirea noastra, mult mai vasta si totodata specifica. Cine ar trebui sa fie partenerul nostru nu ne intelege inca rolul. Institutiile si serviciile au foarte multa nevoie de interventia noastra, care ar duce la eficacitate, eficienta si economie in raportul lor cu migrantii … dar acum economisesc doar plata noastra. La fel – pentru educatorii care opereaza la inchisoarea Dozza – sacrificii, pasiune, eforturi, iar cele cateva sute de euro – pe an, nu pe luna – se platesc cu intarzieri chiar mai lungi de un an.  Ce sa facem, sa ne casatorim toti cu un bogatas? Te-ai astepta la altceva, cand lucrezi pentru sectorul public, nu pentru un privat oarecare.

A fost publicata in decembrie noua normativa privind recunoasterea diplomelor de studiu obtinut in strainatate, cu scopul participarii la concursuri publice sau inscrierea in categorile profesionale. Nu intru in detalii, pentru ca nu se aplica in cazul meu, dar ar fi doua-trei lucruri de ras…

ISTAT spune ca suntem 4 milioane. A sosit momentul sa nu mai fim tratati drept locuitori de mana a doua. Imi dau seama ca exagerez:  locuitori de mana a doua sunt italienii care nu “cunosc pe cineva”. Noi suntem de mana a treia. Si nu ma refer la Rosarno Calabro.

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