Sono una privilegiata. Entro nelle case della gente di buona famiglia, ma non solo nel salotto. Per pulire, entro dappertutto. Così ho imparato tanto.

Mi è balzata all’occhio una cosa. Tanti professionisti – dottori, avvocati, commercialisti – giudicano le persone dai vestiti. Un bel percentuale di loro, intendo dire i maschi, ha l’abitudine di non salutare la domestica quando escono o quando tornano a casa. (Le donne, invece, sono molto empatiche). A me fa sorridere: gli stessi che non si ricordano, dopo un anno che lavoro con la loro moglie, il mio nome, mi baciano la mano nel foyer del Teatro Comunale, quando vengo presentata come la nuora del Professor T.B. e della contessa N. B. Sono solo felice di non essere la loro collaboratrice in ufficio. Un maschio così, di sicuro, non tratta proprio bene chi non considera un suo uguale.

Sunt privilegiata. Intru in casele “lumii bune”, dar nu doar in salon, intru peste tot, ca sa fac curatenie. In astfel de ocazii am invatat multe.

Mi-a sarit in ochi comportamentul unor profesionisti – doctori, avocati, fiscalisti – care judeca persoanele dupa haine. Multi dintre ei, dintre barbati, nu-si saluta servitoarea cand ies sau cand se intorca acasa. (Femeile, in schimb, sunt pline de empatie). Imi vine sa surad: cei care nu-si aduc aminte numele meu, dupa un an de cand ii intru in casa, sunt aceeasi care imi saruta mana cand ne intalnim in foaier la Teatro Comunale, daca le sunt prezentata drept nora profesorului T. B. si a contesei N. B. Sunt foarte fericita ca nu lucrez cu ei in birou. Un barbat de acel tip nu poate, in nici un caz, sa se comporte bine cu cei pe care nu-i considera egalii sai.

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