Giovanni Cecchetti affermava, nel suo “Sullo scrivere poesia”, che la seconda lingua può essere solo quella della prosa, perché sovrapposta alla prima, e non veramente degna di crear poesia.

Non saprei. Cecchetti non crede nella comunicabilità. Io scrivo questo blog in due lingue, sapendo che c’è chi legge e capisce. So che, ogni tanto, solo quando sono felice, metto delle cose sulla carta. Non m’importa come si chiamano.

Se fossi un albero,

il mio migrare sarebbe stabile e perenne,

tramutando l’inverno del rimpianto nell’estate di una nuova contentezza

e la primavera della nostalgia nell’autunno delle radici portatrici di frutto,

tornando ciclicamente fuori e dentro la nuova terra

senza il ricordo della vecchia,

senza memoria, pur sempre uguale.

Se solo fossi un albero …

Troverei il riposo

Privandomi però della gioia del mio riscaldarmi sotto due soli

del cambiamento spiccio o macrocosmico di un’anima composita.

Poetul american de origine italiană Giovanni Cecchetti credea că limba în care ne-am născut este singura demnă de a crea poesie, restul sunt versuri, sau proză, de calitate, nu poesie. Întreaga sa operă pornește însă de la presupoziția imposibilității comunicării.

Eu scriu un blog bilingv, și știu că de celaltă parte a ecranului este cineva care citește și înțelege. De aceea din când în când pun pe hârtie ceea ce gândesc, fără să-mi pese cum se numește, sau în ce limbă e.

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