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Mi fa piacere la crescita dell’interesse per la professione di mediatore interculturale. Ci tengo però a precisare un po’ di aspetti molto importanti.

– Solo per pochi mediatori è anche un lavoro. Non c’è un albo, un riconoscimento diretto, per cui non si può lavorare in autonomia, ma solo presso una cooperativa, rare volte per un’impresa o un’associazione. Queste gareggiano per degli appalti con la pubblica amministrazione, che non viaggia in acque buone. Di conseguenza a ogni nuova licitazione c’è una riduzione delle ore effettive di lavoro richieste, e una riduzione della paga oraria dei mediatori e dei costi di gestione. Ci sono anche pochi appalti cospicui, la maggior parte si riferisce a progetti brevissimi, anche di solo pochi giorni, come eventi puntuali.

– Se avete già un lavoro e volete diventare anche mediatori per passione, sappiate che la strada è lunga e impervia. Nell’Emilia Romagna è obbligatorio il possesso della qualifica professionale, cui si accede tramite il corso finanziato dall’Europa, la Regione e la Provincia. Ci sono stati solo 3 di questi corsi, ovviamente a numero chiuso, e non sappiamo se ci saranno soldi per farne altri in futuro.

– Non è chiara la situazione del titolo universitario di mediatore, vi raccomando di rivolgervi all’Università, alla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Forlì per chiedere lumi.

– Tornando ai corsi finanziati: i requisiti d’accesso li trovate sulla pagina dell’osservatorio OSSOF. Vi riassumo alcuni: diploma di scuola superiore o simile, ottima conoscenza della lingua italiana e di almeno un’altra lingua – meglio se madrelingua o acquisita all’occasione di un lungo soggiorno all’estero.

Se non vi riconoscete nelle righe di sopra, è più utile rivolgersi semplicemente alle associazioni presenti sul vostro territorio per prestare volontariato in ambiente multiculturale o interculturale. Fate mente locale su quelle che sono le vostre abilità, quello che avete da offrire e quello che volete in cambio.

N.B. Se non parlate ancora bene l’italiano non chiedete alle Pubbliche Amministrazioni se cercano personale. No, non lo cercano. I concorsi pubblici sono bloccati a causa dei patti di stabilità e delle conseguenti leggi. Se anche si sbloccassero i concorsi, ci sono dei requisiti precisi, tra cui un titolo di studio riconosciuto in Italia, la padronanza ottima della lingua italiana, più tanti altri. Tenete a mente che ci sono milioni di giovani italiani pronti a presentarsi a tali concorsi, voi gareggerete con loro! Molti di loro hanno una laurea specifica e tante conoscenze che li mettono in una situazione di normale vantaggio.  Per lavorare lo stesso bisogna presentarsi presso le cooperative e le imprese che hanno vinto l’appalto e verificare con loro i requisiti. Ve ne accorgerete che spesso questi sono: lingua, titoli di studio, a volte qualifica  professionale, esperienza sul lavoro che volete fare – in Italia, e di almeno tre anni. Ricordatevi sempre che non tutti i permessi di soggiorno sono uguali, non danno tutti gli stessi diritti, informatevi presso un sindacato di vostra fiducia.

E, per favore, se avete il permesso di soggiorno scaduto da più di due mesi e non avete ancora inviato il kit per richiedere il rinnovo, vuol dire che, tranne pochi casi fortunati, c’è l’immensa possibilità che riceviate un foglio di via. Se state ancora lavorando con contratto in regola o avete motivi di famiglia, di salute o di giustizia per rimanere in Italia, un avvocato o il sindacato vi aiuteranno a richiedere lo stesso il rinnovo del permesso di soggiorno. Altrimenti dovrete lasciare l’Italia.

Non entrate in un ufficio pubblico con il permesso scaduto da più di due mesi se non avete già chiesto il nuovo permesso, se non avete chiesto prima consiglio a uno specialista: il personale ha l’obbligo di segnalare la vostra presenza alla Questura. Entrando in Italia avete acconsentito a osservare la legge, anche se si tratta di una legge ingiusta come la Bossi – Fini.

Prima parte a acestui articol se adresează persoanelor care înțeleg la perfecție limba italiană. Dacă nu înțelegeți ceea ce am scris, însemnă că nu se referă la dumneavoastră. Adică: dacă nu înțelegeți italiana nu are nici măcar rost să vă explic cum se devine mediator cultural.

A doua parte se referă tocmai persoanelor care încă nu vorbesc bine italiana. Sunt două sfaturi, sau informații, cum vreți să le considerați.

1) în birourile publice pot lucra doar persoanele care au câștigat un concurs, iar acum nu se fac concursuri pentru că pactul de stabilitate a blocat tot, pentru o perioadă neprecizată de timp. Când se vor ține din nou concursuri, va fi o concurență imensă, pentru că se vor prezenta mulți tineri italieni care au o diplomă de facultate de specialitate și uneori și experiență în domeniu. Dacă nu sunteți la nivelul lor, nu pierdeți timpul.

Informați-vă direct la cooperativele care au câștigat licitațiile pentru furnizarea personalului temporar dacă aveți șanse să vă angajeze ei.

Permisurile de ședere nu dau toate aceleași drepturi, informați-vă la sindicatul dumneavoatră de încredere.

2) dacă trec două luni de la expirarea permisului de ședere și nu ați cerut încă reînnoirea lui, probabil va trebui să plecați din Italia. În anumite cazuri, cum ar fi un contract de muncă valabil, motive de familie sau de sănătate etc., un sindicat sau un avocat vă pot ajuta să cereți un permis nou și după trecerea acestei perioade.

Dacă au trecut cele două luni și încă nu ați trimis kit-ul pentru reînnoirea permisului de ședere, cereți sfatul unui specialist înainte să intrați într-un birou public. Angajații au obligația de a semnala prezența dumneavoastră la Chestură. Intrând în Italia ați acceptat să respectați legea italiană, chiar atunci când e vorba de o lege nedreaptă ca Bossi – Fini.

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