Ieri avevo deciso – costatato? – di nuovo che sono felice. Ho incontrato un’amica albanese, una bomba d’ottimismo e positività, e colta d’entusiasmo mi sono fermata a ragionare sulla mia situazione lavorativa. Amo fare la mediatrice culturale, non riesco ad immaginarmi facendo altro. Le attività che svolgiamo tutti i giorni non sono il massimo, un po’ troppa amministrazione e burocrazia, ma poi anche se fossi rimasta in Romania non avrei fatto delle cose molto diverse. L’università è un baronato, non riuscirei neanche adesso a mandare giù troppo compromessi pesanti. Le aziende che ho conosciuto non brillavano in quanto a serenità dell’ambiente di lavoro, e a volte nemmeno per etica.

Ci sono momenti di routine, di erogazione di certificati per badanti laureate all’estero, di gente che ti aggredisce perché le chiedi di esibire un documento, ma anche incontri promettenti. Oggi, per esempio, ho conosciuto un ragazzo bengalese che ha studiato per due anni a Oxford, le mancava un anno per laurearsi in matematica. Qui, in Italia, aveva ottenuto il permesso di soggiorno con un contratto di lavoro come collaboratore domestico, ma la luce nei suoi occhi mi assicura che tra poco riprenderà il terzo anno all’Università di Bologna.

In ogni situazione c’è una scelta: piangere per il latte versato o rallegrarsi per quello che ancora c’è. Che non è detto non sia molto di più e più gustoso di quello perso!

Nu e obligatoriu sa te simti fericit.  Dar nu e asa de greu pe cat pare. E echilibrul perfect intre ceea ce doresti si ceea ce ai. Daca ceea ce ai e acceptabil, incearca sa intelegi daca nu cumva nemultumirea ta naste pentru ca visezi cai verzi pe pereti.

Multe persoane, culte, educate, active, nu inteleg de ce doresc asa de mult sa devin italiana. Nu am nevoie de cetatenie, documentele mele sunt in regula. E chiar o dorinta sincera si profunda. Ma simt bine in Italia. Am reusit sa ajung in situatia profesionala pe care cred ca as fi avut-o si in Romania – lucrez in un birou in contact direct cu clienti.  Imi iubesc meseria de mediator cultural. Sigur, nu e totul perfect, deseori se produc crize sau intamplari neplacute, si momente de rutina banala. Alteori in schimb ma conving ca totul e asa cum trebuia sa fie. De exemplu azi, cand un tanar bengalez mi-a spus ca a studiat pentru doi ani la Oxford, ca a intrerupt facultatea pentru ca taxele erau exagerat de mari. Dupa cum ii sclipeau ochii, cred ca imi va urma sfatul si se va inscrie in ultimul an aici, la Bologna.

Daca nu se produc mari catastrofe, viata ne conduce acolo unde e locul nostru. Sunt sigura de asta.

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